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25 Maggio 2010
IL PD PUGLIA FAVORISCE IL PARTITO DELLE TESSERE E DEGLI ELETTI
Sulle trattative per la formazione della Giunta Regionale, l'area CAMBIA L'ITALIA (ex mozione Marino), comunica:
L'area Cambia l'Italia (ex Mozione Marino), contesta il sistema seguito nella individuazione delle persone che entreranno nella Giunta Regionale per il PD. Tale sistema, infatti, segue le logiche spartitorie, contestate solo a parole dai vertici del partito pugliese, che - evidentemente - sanno fare ricorso solo a quelle, ignorando il ruolo e le determinazioni dell'Assemblea, della Direzione e della Segreteria regionali.
Critichiamo, infatti il metodo seguito da chi ha condotto le trattative con il Presidente Vendola, medodo che rinnega le decisioni assunte dalla segreteria regionale e svilisce la democrazia interna del PD e il pluralismo congressuale.
La segreteria regionale del PD, infatti, aveva deciso che la delegazione trattante avrebbe dovuto riferiere all'ufficio politico del partito e che questo avrebbe dovuto decidere chi avrebbe fatto parte della Giunta Regionale pugliese per il Partito Democratico; e ciò seguendo i criteri della innovazione e del ricambio generazionale.
Il metodo seguito da Michele Emiliano, oltre che mostrare la tracotanza del presidente del PD Pugliese, evidenza anche la insipienza e la doppiezza del segretario Blasi: costui, nel corso dei lavori della segreteria, aveva taciuto i nomi dei probabili assessori, negando che alcun nome fosse stato fatto nel primo colloquio avuto con il Presidente. E' sotto gli occhi di tutti, invece, che Segretario e Presidente del Partito Democratico della Puglia intendono alimentare e favorire il partito delle tessere, quello dei signori delle preferenze e quello degli eletti.
E la doppiezza del Segretario Blasi è ancor più evidente, perché da un lato condivide la proposta di Cambia l'Italia di indire una conferenza programamtica del PD pugliese per la definizione delle strategie e delle politiche del Partito, dall'altra ha già deciso di perseguire l'idea dalemiana dell'alleanza con l'UDC. Ripetere una proposta politica già bocciata dagli elettori, significa non avere capito che le alleanze si devono basare solo sui contenuti e sui progetti attorno ad una idea di società e non alla somma di sigle partitiche.
L'area Cambia l'Italia attende l'immediata inversione di tendenza, affinché il PD pugliese impari dai gravissimi errori commessi fin qui, riprenda a fare Politica e non lasci la bandiera del rinnovamento ad altre formazioni politiche.
per CAMBIA L'ITALIA
Enrico Fusco- portavoce regionale
Domani sarò con Sante a Domenica5 (Canale 5, con Barbara d'Urso). In Studio ci sarà Paola Concia, deputata PD.
Dalle 14, alle 15, infatti, si parlerà della sentenza della Corte Costituzionale, che ha negato l'ingresso dei gay e delle lesbiche all'istituto del matrimonio. L'aspetto assai positivo e innovativo della sentenza, che pure poteva essere più coraggiosa, è che la Corte ha stabilito che le coppie omosessuali sono formazioni socialmente rilevanti e pertanto meritevoli di tutela da parte del Parlamento.
Sembra la scoperta dell'acqua calda, ma la Corte ha mandato definitivamente in pensione aberrazioni giuridiche come i DI.CO., i C.U.S. o i Di.Do.Re.; queste proposte prevedevano la regolamentazione dei soli diritti individuali dei componenti le coppie omosessuali: la Corte ha detto - invece - che QUANDO il parlamento FARA' finalmente la LEGGE, questa dovrà disciplinare i diritti della COPPIA.
Come? L'Europa ce lo dice da anni: il PACS o la Civil Partnership…. così simili e così diversi…
Roma, 22 APR (Il Velino) - "Gero Grassi evidentemente pensa che
il Pd sia esclusivamente il partito delle preferenze e delle tessere e
non conosce lo statuto del Partito che prevede il rispetto del
cosiddetto 'pluralismo congressuale', ovvero le diverse aree del partito
stesso".
E' quanto afferma Anna Paola Concia, deputata Pd e responsabile
regionale di Cambia l'Italia (ex Mozione Marino), rispondendo alle
affermazioni di Gero Grassi.
"L'Area Cambia l'Italia Puglia, che fa capo a Ignazio Marino - aggiunge Concia - e' stata fortemente penalizzata nel partito nella composizione delle liste, al punto che e' pendente un ricorso dinanzi alla commissione Regionale di Garanzia contro la Federazione di Foggia. Cio' nonostante noi dell'Area Cambia l'Italia abbiamo fatto una massiccia campagna elettorale, spendendoci generosamente nella regione Puglia per far vincere Nichi e il Pd, avendo candidati nella lista del partito.
Dico a Gero Grassi - conclude Concia - che il partito che lui immagina sara' qualcosa che io combattero' sempre. Per il bene del Pd e per il bene questo paese".
L'on. Grassi, reclamando la presenza dell'area Franceschini nella delegazione del PD Puglia che dovrà incontrare il Presidente Vendola per la definizione della partecipazione dello stesso PD nella Giunta regionale pugliese, ha detto che"a livello nazionale ci sono tre aree: Bersani, Franceschini e Marino. Quest'ultima è l'unica che nonha eletto consiglieri, le altre si e meritano spazio".
A queste parole risponde Paola Concia, deputata PD ecoordinatrice regionale per la Puglia dell'area Marino:
Roma, 22 APR (Il Velino) - "Gero Grassi
evidentemente pensa che il Pd sia esclusivamente il partito delle preferenze e delle tessere e non conosce lo statuto del Partito che prevede il rispetto del cosiddetto 'pluralismo congressuale', ovvero le diverse aree del partito stesso".
E' quanto afferma Anna Paola Concia, deputata Pd e responsabile regionale di Cambia l'Italia (ex Mozione Marino), rispondendo alle affermazioni di Gero Grassi.
"L'Area Cambia l'Italia Puglia, che fa capo a Ignazio Marino - aggiunge Concia - e' stata fortemente nel partito nella composizione delle liste, al punto che 39;e' un ricorso dinanzi alla commissione Regionale di Garanzia, la Federazione di Foggia. Cio' nonostante noi dell'Area Cambia l'Italia abbiamo fatto una massiccia campagna elettorale, spendendoci generosamente nella regione Puglia per far vincere Nichi e il Pd, avendo candidati nella lista del partito. Dico a Gero Grassi - conclude Concia - che il partito che lui immagina sara' qualcosa che io combattero' sempre. Per il bene del Pd e per il bene questo paese".
Mia intervista su Barilive

L’Associazione Italiana di Psicologia (AIP), principale Società Scientifica rappresentativa della Psicologia e della Ricerca Psicologica Italiana, apprese le parole pronunciate dal Cardinale Tarcisio Bertone durante la visita in Cile (“numerosi psichiatri e psicologi …. hanno dimostrato che esiste un legame tra omosessualità e pedofilia", Corriere della Sera.14.04.2010, p. 2), intende precisare che la letteratura scientifica sull’argomento non supporta in alcun modo quanto sostenuto dal Segretario di Stato della Santa Sede e che è anzi dimostrato che vittime di abuso sono tanto i bambini quanto le bambine.
In particolare, in qualità di Psicologi, Psicoterapeuti e Ricercatori sentiamo il dovere di precisare che le parole pronunciate dal Cardinale, oltre che assolutamente prive di evidenza scientifica, paiono rilanciare una pericolosa re-interpretazione in chiave psicopatologica dell’omosessualità, condizione invece da anni esplicitamente esclusa dalla nosografia psichiatrica in uso.
Pur prendendo atto delle successive dichiarazioni di rettifica, l'AIP sente il dovere di precisare che "patologizzare" l’omosessualità, invocando in modo improprio il supporto della comunità scientifica, non fa che aumentare l’omofobia, che è la vera malattia da combattere. L’errato riferimento alla letteratura psicologica, sociologica o psichiatrica appare estremamente dannoso per lo sforzo che, da anni, clinici e ricercatori intraprendono a vantaggio della salute psichica della popolazione, sia dei minori (abusati e non) che degli abusanti (questi sì realmente malati). L'AIP pertanto invita tutti coloro che ricoprono importanti ruoli istituzionali, e che quindi hanno un peso incisivo sulla pubblica opinione, a prestare maggiore attenzione alla ricerca scientifica e a diffondere correttamente i suoi risultati conoscitivi e applicativi.
prof. Roberto Cubelli
Presidente
Associazione Italiana di Psicologia
Idv in attesa, tensioni anche nel Pd
Se il Pd è in fibrillazione e rischia di vedersi ridurre la propria delegazione di governo nella nuova giunta che Nichi Vendola si appresta a nominare, il nodo più difficile da sciogliere, nella partita a scacchi per la composizione del nuovo governo, si chiama probabilmente Lorenzo Nicastro. Sul pm in aspettativa eletto in consiglio regionale, infatti, l’Italia dei Valori sta puntando tutte le sue carte per il confronto politico che terrà con Vendola nelle prossime ore. Ma la partita, nata da un’intesa che i ben informati giurano essere stata raggiunta dal leader Antonio Di Pietro direttamente col governatore quando era ancora candidato, potrebbe riservare molti ostacoli. Innanzitutto le critiche arrivate, questa volta, non solo dagli ambienti del centrodestra ma dalla stessa Associazione nazionale dei magistrati Anm, che ha stigmatizzato la candidatura di magistrati nel territorio in cui hanno operato (tra l’altro, nel caso di Nicastro, anche sulle attività della stessa Regione). Quindi i moniti lanciati dagli stessi vertici del Csm e gli appelli a legiferare sulla materia. Insomma, un clima per nulla favorevole alle pre-intese che l’Idv avrebbegià raggiunto con Vendola. Non solo: ci si è mezza di mezzo la
questione dell’impegno sottoscritto dai candidati Idv con il partito a rinunciare alla carica elettiva in caso di nomina in giunta, onde evitare il «doppio incarico».
Per Nicastro, nel caso improbabile che l’I dv non conceda la deroga, sarebbe un brutto affare: la rinuncia alla carica elettiva comporterebbe la fine dell’aspettativa ottenuta dal Csm (legata, appunto, a funzioni elettive e non amministrative) e il rischio di dover tornare al lavoro nella Procura di un’altra regione. Unica via d’uscita, in quel caso, che il Csm gli conceda il «fuori ruolo», ovvero la funzione di magistrato non in esercizio. Difficoltà, queste, che potrebbero indurre Vendola, già indotto a chiedere all’assessore uscente Tommaso Fiore di restare alla Sanità, a rivedere l’intesa con l’Idv, assegnando ai dipietristi un assessore più «leggero» nel nuovo governo. E, in questo caso, nella corsa alla giunta potrebbe avere la meglio Giacomo Olivieri, il più suffragato dei dipietristi.
I temi saranno al centro del confronto tra Vendola e la delegazione Idv (composta dal coordinatore regionale Pierfelice Zazzera e dai membri dell’esecutivo nazionale Ignazio Messina e Maurizio Zipponi). Problemi anche in casa Pd. Tramontata l’ipotesi di un ingresso in giunta del segretario Sergio Blasi, il partito rischia di frantumarsi sia sui nomi che sui temi da proporre nel nuovo governo Vendola. Dopo la sollecitazione di Gero Grassi (area Franceschini) a porre la famiglia al centro e perfino nel nome dell’assessorato ai Servizi sociali, si leva la voce di Enrico Fusco (area Marino): la scelta potrebbe solo «aiutare ad essere ancora più simili alla destra e facilitare le alchimie della politica, incarnando il pretesto da offrire per l'alleanza con l'Udc. E se così fosse, avremmo già dimenticato la lezione delle primarie e la bocciatura da parte degli elettori del centro-sinistra pugliese della linea politica di D'alema». Piuttosto, dice l’ex presidente Arcigay, lo si declini al plurale (famiglie). (b. mart.)
Caro On. Grassi, quale "famiglia"?
scrivo come ex presidente provinciale di Arcigay, prima che come esponente del Partito Democratico pugliese.
Tu proponi di aggiungere il termine "famiglia" alla dizione dell'assessorato regionale ai "Servizi Sociali": ma questo non aiuterebbe a migliorare la qualità dei servizi stessi. Potrebbe aiutare ad essere ancora più simili alla destra, facilitare le alchimie della politica e, comunque, non renderebbe in concreto quella idea di società che i cittadini pugliesi hanno chiesto a gran voce nelle recenti elezioni regionali.
La famiglia è fatta di persone, e se i servizi funzionano arrivano a tutti, anche alle famiglie. Per questo declino al plurale il sostantivo Famiglia:perché la vita di tutti i giorni dimostra che non esiste un modello solo di famiglia. Famiglia è un termine ingannevole, presentando diverse sfaccettature.
Esistono quelle monoparentali, oppure composte da un genitore o uno o più figli, o da persone non sposate, con figli e senza, eterosessuali ed omosessuali.
Proviamo ad immaginare anche un linguaggio diverso, che rappresenti innanzitutto le persone, così come dice la costra costituzione.
A meno che il ricorso al termine famiglia, da te suggerito, non incarni solo il pretesto da offrire per l'alleanza con l'UDC. E se così fosse, sarebbe evidente che abbiamo già dimenticato la lezione delle primarie e la bocciatura da parte degli elettori del centro-sinistra pugliese della linea politica auspicata da Massimo D'alema. Perfino guardando al passato, l'esito disastroso del governo dell'Unione dovrebbe costituire monito perenne affinché le coalizioni di governo non si reggano su sommatorie di sigle, su intese parziali e su veti incrociati.
Diversamente, caro Gero, restiamo fermi e dimostriamo di non avere ancora "digerito" il risultato delle ultime elezioni regionali.